Scaldabagno a pompa di calore e a legna

La maggior parte degli scaldabagno oggi presenti sul mercato – e nelle nostre case – sono di due tipi: a gas o elettrico. Hanno caratteristiche e peculiarità diverse, come abbiamo ampiamente analizzato in questa pagina, e ognuno è indicato per un determinato scopo. Tuttavia ci sono anche altri tipi di scaldabagno, che sono però molto meno sfruttati. È un peccato perché grazie a questi potremmo risparmiare economicamente e inquinare molto di meno.

Una valida alternativa a questi due tipi di scaldabagno sono quelli a pompa di calore. Questa tipologia di prodotto è ancora poco sfruttata in Italia, in quanto è anche poco conosciuta. Tuttavia un simile scaldabagno può rivelarsi davvero molto utile. Rispetta l’ambiente, in quanto non produce alcun tipo di fumo tossico. Ci consente inoltre di risparmiare molto sui costi di energia elettrica e gas.

Evaporatore, compressore, valvola di espansione e condensatore: queste solo le componenti di un circuito chiuso, che viene definito appunto pompa di calore. L’intero sistema viene attraversato da un fluido refrigerante, e durante questo passaggio tale sostanza cambia stato. Passa infatti da uno liquido a quello vaporoso, grazie anche – e per via di – alle condizioni della temperatura. Per poter generare tale sorgente fredda possiamo sfruttare l’aria, l’acqua o il terreno come fondi di energia. Il calore che viene generato invece dal vapore diventa tale grazie a delle canalizzazioni – o ventilconvettori come si dice in gergo tecnico.

Volendo è possibile usare la legna come fonte di energia (al posto quindi di acqua, aria o terreno come abbiamo detto prima). Questa materia prima sarà in grado di generare energia termica. Tale energia, con l’aiuto di uno scambiatore di calore, sarà poi trasferita all’acqua: ecco quindi che avremo sempre disponibile dell’acqua calda! Per poterci riuscire uno scaldabagno a legna ha bisogno di determinate componenti. Queste sono la camera incendio – anche nota come focolare, il serbatoio dell’acqua e la camera per la cenere. Una soluzione simile è perfetta per produrre un piccolissimo impatto ambientale. Inoltre è fonte di risparmio economico per chi la adotta: servono infatti all’incirca due cariche di legno al giorno per alimentare il riscaldamento totale di acqua.